IL MOLISE : ALTRI TEMPI – UN’ALTRA STORIA

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IL MOLISE : ALTRI TEMPI – UN’ALTRA STORIA

Inizio anni settanta e anni ottanta. Stiamo vivendo gli anni caldi del movimento sindacale , autunni caldi che portano sulle piazze di tutto il Paese centinaia di migliaia di lavoratori che chiedono più diritti  e una retribuzione equa che soddisfi le esigenze della famiglia.  Dopo lunghe lotte sindacali si riesce ad avere una norma che tutela la libertà e la dignità dei lavoratori nei luoghi di lavoro , è la  LEGGE 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori) ,una grande conquista pagata anche a caro prezzo , ma sarà la fine delle mortificazioni per milioni di lavoratori. Il Molise ha avuto la sua autonomia solo da poco tempo  e sta dandosi le sue prime leggi con il primo presidente, Carlo Vitale ,eletto l’otto giugno 1970. Il Molise e i lavoratori molisani non ancora hanno conosciuto il lavoro in fabbriche come la Fiat e altre aziende di vari settori di minore entità. così come i sindacati ancora in fase di organizzazione sul territorio  dopo il distacco dall’Abruzzo. Sono anni difficili per tutti , anche perché per i giovani molisani inizia l’esodo dalle campagne dell’entroterra molisana per lasciarsi alle spalle un mondo contadino e entrare in   un mondo del lavoro diverso : la fabbrica, non più il bidènte o la zappa ma macchine tecnologiche che nessuno aveva mai visto. Arrivano dal nord psicologi e tantissimi formatori che con le loro esperienze danno ai nostri giovani le prime conoscenze degli ambienti di lavoro e degli impianti.  E’ un’altra storia, un altro mondo , un’altra vita , inizia un sogno diverso quello di non dovere più, per molti, prendere la valigia di cartone ed emigrare al nord o in Germania o in altri stati. Il sindacato molisano  dopo aver fatto fare ai suoi collaboratori corsi di formazione nei centri studi nazionale inizia a fare la sua parte. Con l’insediamento della Fiat a Termoli nascono diverse altre piccole e medio grandi aziende. A Bojano atterra Agripol-Sipa Pollo Arena che da subito invia i suoi primi dipendenti a Sommacampagna per dei corsi di qualificazione. A Pozzilli e Sesto Campano atterrano diverse aziende, due fonderie, una componentistica dell’auto, la fabbrica di Coccolino, una azienda che lavorava per le costruzioni   di strutture in acciaio e ferro per l’edilizia e altre piccole entità aziendali. A Isernia nasce uno dei più grandi gruppi del vestire bene dell’Italia la “Pop 84” è un vero impero economico che da lavoro a più di settemila persone  e un fattura di oltre 350 miliardi di lire con una produzione di circa 50 mila capi al giorno. Due fratelli molisani portano efanno parlare del Molise in tutto il mondo con  i loro jeans, felpe e giubbotti. Il Molise si trasforma da una terra di lavoro di contadino e prettamente agricola a Regione semi industriale. Sono questi i tempi d’oro del secolo.   Purtroppo tra la fine del 1900 e l’inizio del 2000 le cose cominciano a cambiare,  di gran parte di queste grosse aziende  restano solo gli scheletri. Ricomincia l’esodo e il Molise passa da 328.371  del 1981 a 313.660 abitanti del 2019. In questi anni nascono diverse aree di sviluppo locale: i PIP , solo pochissimi riescono a decollare; sarà poi Sviluppo Italia Molise a dare impulso alla nascita di piccole aziende che con il passare del tempo si sono imposte anche sul mercato nazionale.

Cosa fa la politica…

Azzardiamo a dire che ha seguito quasi l’andamento del lavoro? Ci può state, forse. Come abbiamo poc’anzi detto il primo presidente, Carlo Vitale ,viene eletto l’otto giugno 1970 e rimane in carica solo un anno e mezzo  poi viene sostituito da D’Uva. Dal 1980 al 2001 la politica non ha tregua ci sono  tante sostituzioni alla presidenza del Consiglio, infatti nella quinta legislatura sono stati cambiati tre presidenti e nella sesta quattro presidenti. Questi continui susseguirsi di nuovi  figure al vertice della regione  di conseguenza cambiano le linee politiche   che non consentono di poter fare una programmazione seria, il programma di uno voene sostituito dall’altro e si ricominciava sempre da zero.   In questi ultimi anni politica, lavoro e parti sociali  hanno perso la capacità di ritrovarsi insieme, hanno nascosto le nostre priorità, dare lavoro e dare servizi. Abbiamo perso un progetto importante come l’autostrada che poteva dare lavoro e servizi a tutti i settori a questa regione, abbiamo ridimenzionato i servi alla salute, abbiamo abbandonato la politica del fare, abbiamo perso migliaia di posti di lavoro. Sapremo riprenderci…

E il sindacato che fa…

Il passaggio dall’Abruzzo al Molise dà pieni poteri alla nuova dirigenza sindacale della neonata regione. Anche qui ci sono trasferimenti di dirigenti sindacali,  anche se momentanei, dall’Abruzzo al Molise per preparare i processi congressuali e l’elezione della nuova dirigenza. Fatto questo, il sindacato inizia ad avere il suo proprio ruolo nelle fabbriche, negli uffici e nelle costruzioni iniziano le prime assemblee , si eleggono i primi rappresentanti sindacali di categoria. Per le aziende più rappresentative sul territorio iniziano lunghe e discusse riunioni per i contratti aziendali accompagnati da scioperi aziendali , locali o regionali. Un grande ruolo in questi anni lo svolge l’Ufficio del Lavoro dove le parti si incontravano. Anche il sindacato molisano in questi anni svolge diversi corsi formativi per i loro rappresentanti. In questi anni nel sindacato c’è vita, voglia di crescere , i congressi sono i momenti di confronto,di discussioni forti, anche dure, per l’elezione della nuova o riconfermata dirigenza, poi tutti insieme per dare vita a nuovi momenti di contrattazioni e di lotte  per dare ai lavoratori molisani gli sessi premi e una retribuzione adeguata al loro lavoro in fabbrica. In questi ultimi anni il sindacato è tornato in Abruzzo ,agli anni prima del 1970.  Perché….


 UNA BREVE ANALISI DELL’ANDAMENTO DELLA POPOLAZIONE DAL 1951 AL 2019

Anno 1951 Abitanti  406.823 : Dopo la guerra c’è miseria fame e niente lavoro, cresce la pastorizia e tanto lavoro nei campi sia per i più piccoli sia per i giovani e anche per gli anziani.

Anno 1961 Abitanti  358.052 : meno-12,0% rispetto al censimento precedente. Inizia un esodo di massa.

Anno 1971 Abitanti 319.807 :  il Molise ha perso il 10,7%  – 38.245 abitanti che hanno trovato collocazione fuori dall’ambito regionale.

Anno 1981 Abitanti 328.371 : Con l’insediamento delle fabbriche Inizia una breve crescita +2,7% ma gran parte della crescita è dovuta a gente di fuori regione che si trasferisce sulla costa Adriatica con l’atterraggio della Fiat e nel centro e alto Molise dove si insediano grosse aziende come la Pop 84 e l’Agripol-Sipa Pollo Arena e ancora altre aziende che nascono nel Consorzio per lo Sviluppo Industriale Isernia – Venafro.

 Anno 1991 Abitanti 330.900  :  l’andamento di crescita anche si di poco  si consolida +0,8%-. Il lavoro mantiene-

Anno 2001 Abitanti 320.601 :  inizia la crisi delle aziende e manco a farlo a posta si ritorna ai dati degli anni 70 . si perde il -3,1% rispetto al censimento del 1991 ma si ritorna quasi ai dati del 1971 gli abitanti   tornano a 320.601.solo 794 abitanti in più.

Anno 2011  Abitanti 313.660 : con la ormai consolidata  perdita dei posti di lavoro si rimette in moto lo spopolamento delle aree interne -2,2% rispetto al 2001 – i giovani vanno via , le menti importanti della regioni vanno via e portano con se i loro progetti e le loro nuove idee per darle a chi gli offre una lavoro sicuro e qui non salviamo ma perdiamo capra e cavoli.

Censimento 2019  Abitanti 302.265 il dato più basso di sempre